Autore: Andrea Contini

  • Dove fare Naturismo a Creta

    Dove fare Naturismo a Creta

    di Andrea Veniani
    Naturismo a Creta

    Dopo Naxos, le isole Cicladi e Cefalonia, questa volta parliamo delle spiagge naturiste dell’isola di Creta.

    Questa storia comincia parecchi anni fa. È la storia di un amore per un’isola e per un luogo che non si sono mai affievoliti nel tempo.
    Le diverse strutture naturiste disseminate per l’Europa, che ho avuto la possibilità di visitare nel corso degli anni, sono per lo più organizzate come campeggi con annessa una zona bungalow/mobil-home dove si vive un naturismo di stampo “fondamentalista”, molto legato allo stretto contatto con la natura e alla vita in libertà all’aria aperta. Esiste però anche una minoranza di persone che apprezza un naturismo più “edonista” dove il contatto con la natura ed il vivere in libertà viene associato ad una serie di comfort che tutto sommato male non ci stanno.

    È questo il caso di un hotel Naturista posizionato nella zona sud dell’isola di Creta e precisamente nella regione di Sfakia. Quest’area è forse la più selvaggia ed impervia dell’isola, è battuta da forti venti e la vegetazione è veramente spoglia. Si differenzia in modo sostanziale dalla parte nord, molto più turistica e verde, ove ci sono le grandi città, le lunghe spiagge di sabbia e i grandi complessi alberghieri.
    Il sopra citato Hotel è un’isola verde nel bel mezzo del… nulla. Mi ricordo che durante la nostra prima visita, dopo aver superato una catena montuosa che corre nel mezzo dell’isola, abbiamo visto dall’alto una macchia verde in mezzo ad un paesaggio arido e roccioso e ci siamo resi conto che quella era la nostra meta: ma ci sarebbero voluti ancora numerosi tornanti in discesa su una stradina che (allora) era poco più di una mulattiera per arrivare alla nostra destinazione.

    La spiaggia connessa all’hotel è Filaki Beach, ufficiale naturista, ed è distante circa un chilometro. La si raggiunge con un pulmino/navetta che fa la spola diverse volte al giorno. I più sportivi ci vanno anche a piedi: all’andata non è nemmeno male dato che la strada è in discesa, ma al ritorno…
    La spiaggia è una piccola insenatura rocciosa incastonata tra alte rocce a strapiombo allestita con lettini e ombrelloni a pagamento, corredata da un’ottima taverna che può mitigare i morsi della fame e della sete. Sono altamente consigliate le scarpe da scoglio per accedere alla spiaggia e per entrare nel mare, perché i sassi sono di medie/grandi dimensioni.

    Creta

    Il mare invece è da favola: acqua pulitissima e un colore blu cobalto che non capita di vedere abitualmente.
    Consigliatissimo il noleggio di un’auto. Nonostante l’hotel organizzi i trasferimenti da e per gli aeroporti (che si trovano nella zona nord dell’isola), e proponga parecchi tour giornalieri, sia per mare che per terra, per visitare i punti più interessanti della regione, è preferibile muoversi con mezzi propri ed esplorare anche le altre spiagge più o meno vicine. Ve ne segnalo tre di queste che a mio parere meritano una gita.

    • Sweet Water Bay (o Glika Nera detto in greco)

    È una spiaggia raggiungibile via mare con numerosi taxi-boat che partono dal porto di Sfakia, oppure a piedi tramite un trekking che dura circa un’oretta. Si tratta di una spiaggia di ciottoli con la caratteristica che scavando sotto di essi si trova una sorgente di acqua dolce a due passi dal mare. Non è inusuale infatti trovare animali che si abbeverano tra i turisti durante l’arco della giornata. La parte più distante dall’approdo delle barche, approdo dove si trova anche una taverna sulla spiaggia, è frequentata da naturisti. Portatevi un materassino gonfiabile perché i sassi sono molto fastidiosi.

    • Frangokastello

    Vale la pena vederlo perché ci sono le rovine di un antico castello veneziano.
    Uscendo dal paese c’è una lunga spiaggia sabbiosa,l’unica spiaggia di sabbia della zona, che nella zona finale è frequentata da naturisti. Io, non essendo un amante dei litorali sassosi, ci sono andato parecchie volte e ho sempre trovato una bellissima atmosfera. Sconsigliato visitarla nelle giornate di vento forte per evitare l’effetto cotoletta impanata…

    • Micro Ammoudi

    Si tratta di una piccola baia di micro sassolini di vari colori. E’ attrezzata con ombrelloni e lettini, ma c’è anche spazio per sdraiarsi sulla propria salvietta.
    L’ambiente è clothing optional, ovvero ognuno si veste o si sveste a suo piacimento, e non è inusuale trovare nella stessa fila di ombrelloni coppie tessili e naturiste l’una vicino all’altra che convivono pacificamente senza nessun problema. Il mare, soprattutto nelle ore mattutine quando è molto calmo, ha dei colori veramente spettacolari. Dietro la spiaggia c’è anche un comodo un parcheggio per le macchine nonché l’immancabile taverna per lo snack del mezzogiorno.

    Per arrivare a Micro Ammoudi si passa per il paese di Plakias. Nell’ultima parte della spiaggia c’è ancora una vasta area dove ci sono dei naturisti. Non vi consiglio però questo luogo per 2 motivi: primo, arrivando da Sfakia vi sarete già fatti un’ora di macchina e guidando per altri 5 minuti arrivereste a Micro Ammoudi che onestamente è molto meglio; secondo, quest’area non è riparata dal vento.
    Vi consiglio magari di fermarvi una mezz’oretta solo per una visita.

    Vi segnalo due crociere naturiste. La prima vi porta alla scoperta dell’area piuttosto impervia, selvaggia ed affascinate che si trova ad ovest del villaggio di Sfakia: tra le tappe segnalo Sweet Water Bay (citata sopra) ed il villaggio di Loutro, raggiungibile solo via mare, che vi lascerà senza fiato.
    La seconda crociera ha come meta l’isola di Gavdos, con le sue spiagge quasi interamente naturiste. Si tratta del lembo ti terra più meridionale di tutta l’Europa. Questo isolotto è ben visibile dalla terraferma ma la distanza inganna e la traversata è fattibile solo con condizioni climatiche di mare e di vento favorevoli.

    Non posso non parlare del meteo: c’è sempre il Sole. Se avete le ferie in alta stagione e siete stufi di andare in luoghi dove a volte durante la vacanza vi beccate brutto tempo, allora questo è il vostro posto ideale. Quando passa una nuvola che ombreggia vagamente il Sole, io e la mia compagna siamo soliti dire: ”oggi c’è brutto tempo”. La cosa peggiore che può capitare è che ci sia vento forte, ma la spiaggia di Filaki è molto riparata.
    Creta è veramente molto grande e ci sono parecchi posti da visitare, ma bisogna tenere conto delle strade che non sono bellissime. Vale sicuramente la pena di vedere la capitale Heraklion con il suo museo archeologico e le vestigia del palazzo di Knosso. Ma anche le grandi città della costa nord come Chania e Rethimno che, seppur turistiche, sono ricche di un fascino particolare. Cito anche Matala nella zona sud-est che è stata per un lungo periodo sede di una comunità hippy.
    Ad anni di distanza si respira ancora l’atmosfera di quel movimento.

    Dopo la nostra prima visita siamo tornati per ben sei volte in questo hotel.
    Durante gli anni abbiamo fatto amicizia con turisti provenienti da tutta Europa e da ogni
    angolo del pianeta: solo lo scorso anno ci è capitato di intrattenerci con coppie che
    arrivavano dal Perù, dall’Australia e dal Brasile. Con molti di loro siamo ancora in
    contatto, segno che la filosofia naturista crea un forte legame tra le persone.

  • La spiaggia del Lido Punta Le Morge

    La spiaggia del Lido Punta Le Morge

    Spiaggia Naturista Punta Le Morge

    Naturistitalia ha intervistato Gabriella Carrera, Presidente dell’A.n.ab, Associazione Naturista Abruzzese, sulla spiaggia naturista ufficiale di Punta Le Morge.

    1) Da quando la spiaggia è autorizzata legalmente?

    La spiaggia naturista Lido Punta Le Morge è stata autorizzata con delibera di Giunta del Comune di Torino di Sangro N.57, del 13 giugno2014. Successivamente è stata definitivamente individuata con delibera del consiglio comunale N. 26 del 30 giugno 2016.
    Con grande soddisfazione arrivammo al riconoscimento della prima spiaggia ufficialmente dedicata alla pratica naturista. Ad oggi la spiaggia di Lido Punta le Morge di Torino di Sangro (CH) rappresenta l’unica spiaggia naturista ufficialmente riconosciuta da un ente pubblico lungo tutta la costa Adriatica italiana, sebbene in Italia ce ne siano in totale 12, segno questo di una scarsa attenzione di questi territori al crescente fenomeno.

    2) Quali sono state le azioni, i passi, che avete dovuto fare per arrivare alla legalizzazione della pratica naturista sulla spiaggia?

    Il percorso è stato impegnativo ma abbiamo raggiunto con successo l’obiettivo sperato in una Regione che non si distingue per la prontezza ai cambiamenti o novità che vanno oltre la tradizione.
    Nel 2013, in seguito ad una positiva rete di contatti istituzionali, culminati in un convegno regionale tenutosi a Vasto e a cui hanno partecipato autorità regionali, provinciali e locali, in soli tre mesi si giunse all’approvazione di una legge regionale sul naturismo (LR 26/2013). Questo traguardo fu possibile grazie ad alcuni esponenti della Giunta e del Consiglio Regionale, che avevano sostenuto e auspicata l’approvazione della legge che si è palesata essere la più avanzata fra quelle approvate fino a ora. La legge è stata impostata, elaborata e definita dalla stessa associazione in collaborazione con gli allora promotori politici.
    Nel mese successivo dal 1 al 15 settembre 2013 presso il Camping Sangro, si tenne il “Grande Raduno Naturista nazionale” di fine estate che accolse ospiti da ogni dove.
    Dopo quell’evento, il consiglio direttivo Anab allora in carica, nell’autunno 2013, presentò 5 richieste di istituzione di una spiaggia naturista indirizzate ai comuni di Ortona, Vasto, Torino di Sangro, Roseto e Pineto. In seguito a tali istanze, il comune di Torino di Sangro, dopo una serie di consultazioni intervenuti con l’associazione Anab, deliberò l’istituzione dell’area destinata alla pratica naturista.

    3) Era a frequentazione naturista anche prima?

    Sì, ma prima dell’ufficiale riconoscimento era caratterizzata da una frequentazione storica sporadica e non organizzata.

    4) È stata utile l’esperienza fatta in precedenza con altre spiagge?

    Si, infatti abbiamo utilizzato come bozza di autorizzazione quella della spiaggia toscana di San Vincenzo, in quanto era sembrata la più semplice.

    5) Come sono le relazioni con la popolazione e le istituzioni locali? Quali sono state le loro
    reazioni?

    Al tempo dell’autorizzazione, le interazioni con le istituzioni politiche sono state positive, di ascolto e conoscenza della nuova realtà. È stata compresa l’importanza della pratica naturista sia a livello di benessere psico-fisico che come fonte di risorsa economica per tutto il territorio limitrofo. Con il cambio di amministrazione dal giugno 2018 la comunicazione si è resa più complessa, nonostante ciò noi siamo sempre a disposizione per una proficua collaborazione.

    6) Ci puoi raccontare la spiaggia dal punto di vista naturalistico e paesaggistico? Le sue
    caratteristiche?

    La spiaggia è costituita di sassi di media grandezza; il tratto si estende 200 metri di lunghezza e per circa 15 di profondità. L’accesso al mare è graduale e declina dolcemente.
    La frequentazione è libera e gratuita, il tratto interessato è caratterizzato da acque trasparenti e mare poco mosso.
    La spiaggia non dispone di servizi di ombreggio. Nelle immediate vicinanze sono nate due attività commerciali che forniscono servizi di ristorazione, parcheggio, servizi igienici e docce.
    A ridosso della spiaggia, si trova il Trabocco Comunale Punta Le Morge, presenza distintiva di questo tratto di litorale. Come gli altri trabocchi ancora visibili lungo il litorale abruzzese, molisano e garganico, si tratta di una scenografica costruzione in legno, assimilabile ad una palafitta, impiegata in passato per la pesca.
    Da segnalare anche la Riserva naturale Lecceta di Torino di Sangro, una delle aree naturali protette regionali, nella quale sono presenti numerose specie vegetali e animali.

    7) Come promuovete la conoscenza della spiaggia? Fate delle iniziative in loco?

    Durante tutto l’anno, attraverso i canali comunicativi a disposizione dell’associazione, viene effettuata un’intensa attività promozionale che riguarda l’offerta naturista della spiaggia.
    Sono stati presi accordi con testate giornalistiche locali per la realizzazione di una serie di articoli di presentazione e promozione. Cerchiamo inoltre di diffondere notizie riguardanti l’esistenza della spiaggia anche attraverso portali e spazi telematici all’estero per favorire la conoscenza e la frequentazione da tali luoghi.
    Durante la stagione estiva sia in spiaggia che in occasioni di eventi locali, effettuiamo un’attività di volantinaggio teso a far conoscere il naturismo e le possibilità che il territorio offre.
    Sono state inoltre sottoscritte diverse convenzioni con strutture ricettive e enogastronomiche presenti nelle immediate vicinanze allo scopo di poter ospitare i frequentatori.

    8) Che tipo di naturisti avete, che tipo di frequentazione?

    La presenza in spiaggia è molto ben distribuita anche sotto il profilo demografico.
    Ospitiamo naturisti di ogni età e provenienza, con una prevalenza di bagnanti locali e nazionali. La presenza dall’estero è minoritaria ma significativa. La frequentazione è sostanzialmente rilassata e gradevole durante tutta la stagione estiva.

    9) Malintenzionati e incidenti causati da chi fraintende o non sa cosa è un naturismo sano,
    educativo, famigliare? Cosa si può fare?

    Fra le 300 persone circa che arrivano nel fine settima nella stagione estiva, c’è sempre qualche persona che strumentalizza il contesto per ottenere altri obiettivi. Noi tendiamo ad agire con la massima discrezione ed autorevolezza consegnando il volantino che riporta il regolamento della spiaggia. Nella maggioranza dei casi, le persone comprendono l’errore commesso e tendono a lasciare la spiaggia.

    10) Ci sono altre possibilità in futuro per la diffusione del Naturismo in Abruzzo?

    La conformazione del litorale abruzzese è caratterizzata da ampie spiagge di sabbia, da una forte vocazione turistica e da un’antropizzazione costiera notevolmente sviluppata. Tale insieme di condizioni rende assai complesso riuscire ad individuare ampi spazi da concedere al Naturismo.
    Attualmente possiamo dire che la gestione di una spiaggia è già molto impegnativa, e cercheremo di proporre nuove opportunità ai naturisti abruzzesi quando la nostra associazione raggiungerà numeri e forze più consistenti.
    Concludo precisando che tanti nostri frequentatori ci chiedono notizie riguardanti l’esistenza o la nuova apertura di strutture ricettive naturiste. Tali opportunità, tuttora carenti, rappresenteranno nel prossimo futuro il nostro primario obiettivo di sviluppo.

  • Perché associarsi

    Perché associarsi

    Di Elo Seminara 

    Perché associarsi

    Tempo fa discorrevo con un amico – non naturista – persona di buona cultura, disponibile al dialogo, tollerante e attento alle tematiche ambientali. Tra una chiacchiera e l’altra, destreggiandoci fra una battuta ad un argomento più ponderoso, arrivando chissà come a parlare di Naturismo mi chiese: “Perché molti naturisti si associano? Che senso ha, per un naturista, iscriversi a un’associazione?”

    La domanda mi sembrò arguta ed interessante.
    Già, che senso ha associarsi per esercitare quello che in fondo è uno stato naturale come la nudità?
    Riflettiamo. Non è che per mangiare, ad esempio una pizza, occorra o senta la necessità di associarmi ad una qualche ipotetica ed improbabile associazione?

    Tralasciamo il fatto che anche in ambito alimentare vi sono sia associazioni serie, sia conventicole le più strane e diverse; tanto che per ridere potrebbero esistere, o potremmo anche fondarle noi stessi, La società del minestrone, gli Amici della pasta e fagioli, o l’Associazione Piemontese Mangiatori di Bagna Caoda, oltre magari all’Unione ‘Nduia Calabrese… tuttavia, scherzi e piaceri culinari e gastronomici a parte, la domanda del mio amico che, in sostanza riprende domande e questioni in diversi ambiti poste da taluni naturisti, pone un quesito vero al quale proverò a dare una mia risposta.

    Al fine di sgomberare il campo da pregiudizi e possibili future obiezioni, per onestà intellettuale premetto che sono sostenitore dell’associazionismo in senso lato, anche se poi ritengo che ognuno possa, autonomamente e liberamente, praticare la propria attività in modo individuale.

    Certo posso iscrivermi ad un’associazione di camminatori ma poi posso camminare da solo; allo stesso modo, posso iscrivermi ad un’associazione ciclistica ma poi scegliere di pedalare da solo o, ancora, partecipare ad un gruppo di lettura ma intimamente godere della lettura individuale.

    Lo stesso dicasi nell’eventualità volessi praticare un’attività sportiva di squadra o di gruppo, nel qual caso, dovrei quasi obbligatoriamente tesserarmi presso qualche società. A mio giudizio il paragone regge anche nel caso del Naturismo; infatti non si tratta esclusivamente di stare nudi in solitudine, di nascosto, bensì di un’attività sociale, stare con altre persone, condividere. Ecco quindi che tutto torna.

    A questo punto proverò allora a spiegare perché sono un sostenitore dell’associazionismo anche in ambito naturista. Chiariamo subito quello che potrebbe essere un malinteso di fondo: dobbiamo partire dal presupposto, fondamentale a mio parere, che il Naturismo non può e non deve considerarsi soltanto come un’attività ricreativa, sportiva o un hobby al pari che so dell’escursionismo o del modellismo navale anche se, purtroppo, per alcuni significa solo crogiolarsi al sole in riva al mare. Per me, ma fortunatamente anche per molti altri, è una cosa molto diversa, più importante e profonda.

    Il Naturismo deve essere considerato ed è un modo di essere, uno stile di vita, e può essere interpretato anche come un’opzione culturale.

    Meglio ancora sarebbe se riuscissimo a considerare il Naturismo e la nudità come lo stato normale dell’essere umano a cui, solo condizioni particolari, soprattutto climatiche, o di opportunità – sulle quali potremo disquisire in altro momento- dovrebbero costringerci a modificare.
    Questo significa che la mia nudità, che auspico reciproca, non dovrebbe disturbare nel modo più assoluto il mio vicino di casa, né il postino che mi porta una raccomandata, né gli amici che vengono a trovarmi.
    Ciò detto, se la nudità fosse uno stato normale di tutte le persone – uomini, donne, giovani, vecchi, belli, brutti, grassi, magri – non investita e caricata di significati tipici di un sistema culturale, per certi aspetti chiuso e repressivo e quindi non presa in considerazione solo per attività di natura sessuale, effettivamente non avrebbe senso associarsi ad alcunché. Purtroppo però non è così.

    Quando si è minoranza o magari addirittura da soli, ecco che, a mio parere, sorge quasi un bisogno naturale di associarsi. Il raggrupparsi è un modo per ritrovarsi, unirsi, difendersi, nel senso di poter incontrarsi e stare serenamente insieme con altre persone con le quali condividiamo qualcosa.
    Non voglio qui ripercorrere la storia del Naturismo, ma vorrei ricordare che le associazioni naturiste hanno diversi decenni di vita e che proprio grazie a loro, in tempi forse ancora più ostili, il Naturismo si è potuto diffondere. Oggi i luoghi naturisti, se pur non in modo esponenziale, si sono moltiplicati: ancora qualche anno fa, in Italia erano veramente pochi. Per moltissimi naturisti occorreva sobbarcarsi lunghi viaggi per trovare un luogo, gestito da qualche associazione, dove poter stare tranquilli e sicuri.

    Le associazioni avevano iscritti che spesso, anche per sfuggire alla riprovazione sociale, non manifestavano ai profani il loro essere naturisti. Allo stesso comportamento dei singoli, e non poteva essere diversamente, non sfuggivano le associazioni, che parevano quasi organismi clandestini, tanto era scarsa, al di là della rilevanza numerica il loro apparire, la loro volontà di palesarsi, di dare voce al movimento; erano insomma un luogo molto appartato.

    Forse mi sto dilungando troppo, meglio fare un passo indietro, per riprendere il filo del discorso e rilevare come ognuno di noi può essere un naturista isolato, individuale ed individualista; ma è solo, e da solo “pesa” proprio poco, oserei dire nulla. Invece associandosi-associandomi, faccio e facciamo gruppo, faccio e facciamo numero e, ben lo sappiamo, i numeri contano e come contano!
    Questo è il vero problema: i numeri contano, o meglio dovrebbero e dovremmo farli contare.

    Quando nel 1981, per la prima volta aderii ad un’associazione naturista lo feci, oltre che per intimo convincimento, soprattutto perché, grazie al bollino apposto alla tessera, potevo frequentare i campeggi naturisti.
    Al tempo non ricordo, e forse ricordo male, che si parlasse di altro: no raduni, no attività diverse, nessuna proiezione esterna. Insomma la tessera mi dava la possibilità di accedere alla “riserva indiana” rappresentata dal campo naturista. Ricordo che già allora ritenevo che un’associazione non dovesse servire solo a questo. Purtroppo però era così.

    Da alcuni anni, questa triste realtà pare stia cambiando, vi sono segnali incoraggianti.
    Saranno mutati i tempi, saranno modificati alcuni parametri sociali e culturali ma, fortunatamente, talune associazioni stanno cercando di squarciare il velo che separa il Naturismo dalla società, cercano di “sporcarsi le mani”, apparire, manifestarsi per quello che sono e che siamo, riuscendo anche ad intessere rapporti proficui e forse forieri di insospettabili e belle novità, con enti ed associazioni diverse.
    Certo forse non tutte le associazioni si comportano in questo modo e non si muovono secondo queste linee. Il dibattito è aperto. Ma ribadisco, sono e resto un forte sostenitore dell’associazionismo naturista, che reputo essere l’unico strumento che, se ben utilizzato, potrà darci visibilità e farci assurge a pari dignità con qualunque altro movimento.

    A questo punto sorge un ulteriore problema: a quale associazione naturista aderire? Ognuno scelga quella che preferisce, informandosi e documentandosi in via preliminare, per aver poi modo e strumenti per valutare e giudicare le opzioni culturali, le attività proposte, le scelte, la vicinanza, la coerenza e i risultati conseguiti.

  • Nutrirsi con amore durante la quarantena

    Nutrirsi con amore durante la quarantena

    di Paola Borgini
    Benessere Naturista

    Mentre mi accingo a scrivere questo articolo, la maggior parte di noi è costretta in casa, per tentare di arginare con l’isolamento sociale, quella che pare essere l’inarrestabile diffusione del virus COVID-19.

    Come umanità ce ne ricorderemo a lungo di questo periodo, e anche se non sappiamo che cambiamento porterà, su una cosa siamo tutti sicuri e cioè che un cambiamento ci sarà.

    Mi chiamo Paola Borgini, sono prima di tutto una donna e una mamma, e nella vita professionale sono una scrittrice, che pubblica libri di crescita personale e progresso spirituale. In questo mio lavoro ho portato anche la passione per l’alimentazione, un’alimentazione che vuol essere buona e sana, per il piacere del palato e il benessere del corpo.

    Per quanto riguarda la mia esperienza con il naturismo, è accaduto solo una volta, sull’isola di Krk in Croazia, ed è stata sicuramente un’esperienza che ha lasciato un segno positivo in me. Il mio corpo libero di stare in natura, immergersi nel mare, accanto ad altri corpi in assoluta naturalezza,
    ringraziava grato.

    Da qui voglio partire e cioè dall’importante contatto con l’ambiente naturale, per ispirare uno stile di vita il più possibile favorevole al benessere, durante la quarantena dovuta al coronavirus.

    Parto da qui e parto dalla luce e dal calore del sole, fonte importante di vitamina D per l’organismo, e che in questo periodo primaverile, quando tutto torna alla vita dopo i rigori dell’inverno, è più che mai necessaria.

    Andando oltre la questione della giustificazione di certe restrizioni – che ci impediscono ad esempio di camminare in un parco – perché non mi competono, una delle cose che io faccio, appena posso, è espormi al sole (balcone, giardino condominiale…), magari sorseggiando una bevanda.
    Questi brevi momenti sono solo dei surrogati, rispetto a una benefica passeggiata nei boschi, ma in questo tempo di abitudini stravolte, occorre tirare fuori la nostra intelligente capacità di adattamento, cercando di nutrire corpo e anima in modo che tutto questo passi, non solo recando il minor danno possibile, ma facendoci crescere come uomini.

    Ricollegandomi alla mia passione per il cibo, un’alimentazione bilanciata è quella che seguo, senza però sentirmi in colpa, se mi viene desiderio di qualche indulgenza.
    Con bilanciata, intendo ricca prima di tutto di frutta e verdura, che io prediligo di origine biologica e biodinamica.

    È preferibile scegliere – come regola base – delle cotture brevi e a bassa temperatura. Soprattutto la verdura, per mantenere integre le sue proprietà, non deve stracuocere o arrostire troppo. E dal momento che è la base di un’alimentazione sana, occorre fare in modo che la maggior parte della
    verdura consumata quotidianamente, sia cucinata nel modo corretto.
    Quindi si a insalate miste e gustose con verdura a foglia e di stagione e si a verdure cucinate al vapore e poi condite con un po’ buon olio o una sfiziosa salsina.

    Insalata mista

    Poi io amo consumare pesce, fonte degli importanti grassi Omega 3, due o tre volte a settimana, alternato con legumi e un pochino di carne bianca. Naturalmente non mancano i cereali, preferibilmente integrali o semi integrali, alternandone il consumo tra chicchi e preparazioni a base di farina.
    Ma, da come la vedo io, le qualità del cibo non si fermano alla proprietà organolettiche e ai valori nutrizionali. C’è tutta una componente più sottile, oserei dire energetica, che influenza le nostre scelte, e sicuramente il colore è una di queste.

    Nella medicina cinese, una pratica che fin dall’antichità studia l’uomo e il suo benessere, agli organi sono anche associati dei colori, ad esempio il bianco è associato al polmone. Sappiamo tutti molto bene, ormai, quanto questo virus intacchi proprio questa parte vitale del nostro organismo, quindi via libera se viene voglia di mangiare cibo bianco, come cavolfiori o pere cotte o latte di mandorle etc etc… È molto importante dare voce all’intuito, che sa molto bene cosa va bene per noi.

    Il segreto per vivere bene sta proprio nel sapersi ascoltare, e più che mai quando si parla di alimentazione. Magari la nostra mente ci spinge verso cibi raffinati e zuccherini, ma sicuramente il nostro corpo, attraverso pesantezza, cattiva digestione, gonfiore e altri fastidiosi malesseri, ci comunica invece che le scelte da fare sono altre.
    Senza mai comunque cadere nell’estremismo, che forse è ancora più dannoso e cioè che se, ad esempio, mangiamo una pizza, lo sconteremo a vita.

    Siamo qui per celebrare la vita, lo dimostriamo attraverso l’amore che abbiamo per noi stessi, il cibo è un buon inizio dal quale partire. Buon cibo che favorisce la digestione e il sonno, che è importantissimo sempre e in particolar modo adesso, perché può essere disturbato dall’ansia
    e lo stress causati dalla situazione. Sempre per la medicina cinese tra l’altro, le ore tra le tre e le cinque della notte sono proprio quelle in cui l’energia del polmone è più forte.

    Il buon cibo è un inizio ma non è tutto, occorre anche sostenere il nostro spirito, che si nutre non di proteine e di vitamine, ma di qualità positive come il coraggio, l’amicizia, la generosità, la solidarietà, il perdono, l’umiltà e naturalmente ha bisogno di amore.
    Il corpo lo nutriamo con il cibo, l’anima la nutriamo attraverso la pratica di una vita vissuta nella verità del nostro cuore, sviluppando appunto tutte quelle qualità di cui ho fatto un breve elenco. Quindi lasciamo fuori dalla porta della nostra vita tutto ciò che si porta dietro una scia di paura, di ansia e di menzogna!

    Voglio concludere regalandovi una ricetta, guarda caso di colore bianco! L’ho scoperta pochi mesi fa e da allora la tengo come la mia coccola, per quelle sere in cui ho bisogno di rilassarmi e mettere a tacere il chiacchierio della mente, e direi che questo è proprio il tempo giusto per rimedi come questo.
    Si chiama Moon Milk, è una bevanda della medicina ayurvedica, a base di latte vaccino, burro chiarificato, spezie e con l’aggiunta di un’erba chiamata ashwagandha (il ginseng indiano).

    MOON MILK

    MOON MILK

    Scaldate una tazza di latte o latte vegetale (mandorle, avena, riso…) a fuoco basso.
    Nel frattempo in ogni tazza mescolate mezzo cucchiaino di cannella, mezzo di curcuma, un pizzico di noce moscata, un pizzico di pepe nero macinato, un cucchiaino di olio di cocco o ghee e un pizzico di ashwagandha (o altra erba a vostro piacimento). Quando il latte ha raggiunto la temperatura desiderata, versatelo nella tazza e mescolate lentamente per amalgamare bene tra loro tutti gli ingredienti.
    Lasciate in infusione per cinque minuti, dolcificate con miele se vi piace e sorseggiatelo lentamente.
    Con l’augurio di una vita felice.

  • Naturismo sull’Isola di Cefalonia

    Naturismo sull’Isola di Cefalonia

    di Andrea Veniani
    Isola di Cefalonia

    Chi conosce l’isola di Cefalonia? Si, forse l’avrete sentita nominare, o forse avrete visto il film “Il mandolino del Capitano Corelli”, ma chi pensa a Cefalonia come ad una meta per le vacanze estive? Credo in pochi! Ed è per questo che merita tutta la nostra attenzione.
    L’isola di Cefalonia si trova nel mare Ionio molto più a sud della più rinomata Corfù e appena a Nord dell’isola di Zante (o Zacinto se la vogliamo dire alla Foscolo). A livello di latitudine si pone all’altezza della parte più meridionale della nostra Calabria e gode di un clima caldo ma molto ventilato.

    L’isola è facilmente raggiungibile durante il periodo estivo con voli diretti low cost che partono dalle principali città Italiane. Essendo del Nord, segnalo per conoscenza personale voli da Bergamo, Bologna e Pisa, ma esistono anche voli da Roma e da Napoli. Da non sottovalutare l’avventura della traversata in traghetto. Ci sono delle tratte dirette che partono da Bari e da Brindisi, ma bisogna essere molto “sportivi” (o Spartani?) per optare per questa soluzione, anche se io la prediligo.

    L’isola non ha gli stessi colori delle Cicladi. Se siete stati a Mykonos, Paros o Santorini, scordatevi di trovare gli stessi paesaggi. L’architettura è più simile a quella del Peloponneso ed il mare non ha il colore blu cobalto dell’Egeo ma… non ne rimarrete delusi.

    Come in tutte le isole, le spiagge più belle e più turistiche sono a stretto utilizzo dei tessili: meritano comunque una visita e il topless è ben tollerato e praticato ovunque anche nella zona attrezzata con lettini e ombrelloni. Vi segnalo a questo proposito Mirtos, la spiaggia più famosa dell’isola, Makris Gialos, molto turistica e adatta ai giovani che adorano la movida ed Antisamos, anche se quest’ultima merita un discorso a parte che faremo più avanti.

    Non esistono spiagge Naturiste Ufficiali sull’isola ma ce ne sono diverse dove il Naturismo è tollerato e praticato anche in alta stagione. Durante la bassa stagione invece basta trovarsi un posto appartato e si può stare nudi praticamente ovunque.

    Tra le spiagge dove si può praticare naturismo quella che preferisco è Mouda (su Google la trovate come Potamakia Beach con l’indicazione FKK): si trova nella parte Sud dell’isola ed è una lunga striscia di sabbia non attrezzata di circa un chilometro, dove non ho mai trovato nessun tessile. Anche in alta stagione non c’è mai affollamento e l’acqua in assenza di vento forte, assume tutte le sfumature dell’azzurro. Si accede arrivando alla spiaggia principale attrezzata con lettini e ombrelloni, camminando verso sinistra per qualche decina di metri. Un’altra spiaggia facilmente raggiungibile è quella di Vardiola.
    Si raggiunge arrivando dalla spiaggia di Avithos e poi girando sulla destra; dopo circa 150 metri si trova un grande scoglio a ridosso della spiaggia, da lì in avanti comincia la parte naturista. Vi consiglio di fermarvi a pranzo nella taverna To Enetiko che si trova ad Avithos, merita!

    Anche dall’altra parte di Avithos (girando a sinistra e superando gli ombrelloni) c’è una spiaggia naturista, ma non ci sono mai stato in alta stagione e quindi non saprei dirvi cosa succede. In queste due ultime spiagge ATTENZIONE AI NIDI DELLE TARTARUGHE MARINE!

    Antisamos, citata poco più sopra, è una bellissima spiaggia turistica vicina alla città di Sami. Non è sabbiosa come le altre ma è fatta di sassi di piccola/media dimensione, a seconda dei punti. Il colore del mare è spettacolare: sicuramente è tra le spiagge da visitare assolutamente, ma la parte di fronte alle taverne oltre ad essere sovraffollata è off limits per i naturisti. Camminando sulla spiaggia, verso destra si incontra una formazione di scogli abbastanza ostica da superare ed al di là di questa una piccola spiaggetta per naturisti. In alta stagione la pacchia dura poco perché nel primo pomeriggio parecchi tessili in fuga dalla ressa della spiaggia attrezzata si rifugiano in questa caletta, e l’atmosfera si deteriora parecchio, ma se siete mattinieri vi potete godere qualche ora in tranquillità con dei panorami stupendi. Consigliato l’uso di scarpe da scoglio e di un materassino
    gonfiabile per sdraiarsi perché in questo punto i sassi sono particolarmente grossi e fastidiosi.

    I più sportivi che non si spaventano a fare un bel pezzo di strada (tortuosa) a piedi per arrivare al mare, possono visitare anche Sisia Beach, Lefka Beach, e Katelios Beach. Non ci sono mai stato ma me ne hanno parlato benissimo. Trovate tutte queste mie segnalazioni su Google Maps.

    Per i “comodisti” come me ci sono alcune realtà naturiste sull’ isola: un piccolo resort e alcune ville singole con piscina nella zona di Skala.

    Finora vi ho parlato di luoghi raggiungibili via terra ma il top delle spiagge naturiste si raggiunge via mare. La soluzione più facile per vederle è approfittare di una crociera che la barca “Lady O” organizza una volta la settimana con partenza dal porto di Argostoli. Il Tour è 100% clothing free e appena fuori dal porto ci si può spogliare e stare in libertà.
    Solitamente si fanno 3 tappe ma non sono tappe fisse, dipende dal vento e dal meteo, e il Capitano vi porterà in quelle in cui potrete stare meglio. Io due anni fa ho fatto un paio di volte la crociera e ho visto sei posti diversi! Incluso nel biglietto c’è anche un ottimo pranzo da gustare a bordo della barca.

    Spendo ancora due parole per menzionare la gente dell’isola: di una cordialità e una simpatia che non sempre si trova nei luoghi di villeggiatura. Nonostante abbiano avuto per qualche tempo la dominazione Italiana, sono molto ben disposti verso di noi e ci stimano molto: d’altronde il detto ”Italiani, Greci, una faccia, una razza” non è campato per aria.
    Degna di nota è anche la cucina. Qualsiasi taverna troverete sulla vostra strada, anche la più sperduta sulle montagne, entrate pure con fiducia, sicuramente mangerete ottimi prodotti freschi e troverete persone ospitali ad accogliervi.

    Ultimamente l’aeroporto dell’isola è stato ceduto ai tedeschi, i quali ne hanno raddoppiato la dimensione: mi aspetto che nei prossimi anni aumenti sensibilmente il numero dei turisti e di conseguenza i prezzi. Se volete trovarvi un posto al Sole che sia decisamente di qualità e non in capo al mondo vi conviene affrettarvi, perché tra poco le cose potrebbero non essere più come le ho descritte…

  • Thoreau, ovvero un’alternativa a questo mondo

    Thoreau, ovvero un’alternativa a questo mondo

    Concerto campestre
    Sylvia Sleigh, Concerto campestre

    Il libro Walden, ovvero la vita nei boschi di Henry David Thoreau è il resoconto dell’avventura dell’autore statunitense, che dedicò due anni, due mesi e due giorni della propria vita, tra il 1845 e il 1847, alla ricerca di un rapporto intimo con la natura e insieme ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile.

    “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto.”
    (Henry David Thoreau, Walden ovvero Vita nei boschi)

    Dopo varie stesure, il libro venne pubblicato nel 1854 ed è ritenuto uno dei primi romanzi che parlano di ecologia, che ancora oggi ispira il pensiero ecologico contemporaneo.
    Il mondo sta andando alla deriva ambientale perché ci siamo affidati al progresso mercantile: questo sosteneva nel suo libro già 166 anni fa Henry David Thoreau come insegnamento della sua esperienza, esperienza che fece per allontanarsi da un tipo di sviluppo della società umana che non condivideva. Un insegnamento molto attuale ancora oggi; soprattutto oggi.
    Walden ebbe subito un grande successo, e fu riportato in auge dalla controcultura statunitense, in particolare dalla Beat Generation, che vide nell’esperienza di Thoreau e nella sua forte volontà di un ritorno alla natura un contrasto con la crescente modernizzazione delle metropoli americane.

    Per Thoreau la natura è fonte di benessere e soluzione esistenziale. La civilizzazione proveniente dall’Europa, quindi dall’Est, è meccanica, industriale, è quella del motore e dei progressi tecnologici: l’elettricità e la vasca da bagno, l’ascensore e le ferrovie, le costruzioni e la città… Tutti quanti aspirano a queste novità, eccetto Thoreau, che sa che rappresentano altrettante occasioni di allontanarsi dalla natura, di voltarle le spalle, di dimenticarla e di snaturarsi a vantaggio di un uomo che sarà presto definito monodimensionale. Per il pensatore statunitense bisogna invece volgere lo sguardo a Ovest, verso la saggezza empirica e ancestrale degli Indiani nativi che, inseguiti, perseguitati e sterminati dai bianchi venuti dall’Europa, si rifugiano sempre più verso l’Occidente prima dello sterminio definitivo.

    Venendo al mondo di oggi, o meglio, adattando la filosofia di vita del Walden di Thoreau alla realtà odierna, possiamo dire che anche nelle megalopoli, nelle città sovrappopolate, ricoperte di cemento e di asfalto, siamo creature della natura in relazione con il pianeta. E niente ci impedisce l’inverso dell’esodo rurale verso le città che ha avuto luogo negli ultimi 150 anni in tutto il mondo, non solo in quello occidentale: la vera rivoluzione sarebbe un esodo urbano in direzione della ruralità.

    Entro qualche decennio il 70% della popolazione mondiale vivrà in tremende Megalopoli, dice la Banca Mondiale. L’alternativa proposta da Thoreau è la capacità dell’umano di vivere in equilibrio con il mondo vegetale, minerale, animale. L’attualità del pensatore americano dell’800 è tutta qui: se i governi non fanno niente, sta a noi capire i confini, le leggi, i comportamenti, le libertà del quotidiano. Idee libere che portarono lo stesso Thoreau a invocare la «disobbedienza civile» verso le norme ingiuste: a ben vedere, è il principio che anima Greta Thunberg e i movimenti ambientalisti di tutto il mondo. Magari persino “discutendo” con i filosofi del passato o leggendo la Bhagavadgītā, come capitò a Thoreau nei 2 anni, 2 mesi e 2 giorni trascorsi a Walden Pond. Così non saremo mai soli, neppure nella buia silenziosa, foresta cosmica dell’Universo.

    Conficcate nella terra ci sono energie umane concentrate, continua a dirci Thoreau, che possono spronare l’uomo del presente a riprendere in mano la propria esistenza per re-imparare a vivere in maggiore sintonia con la natura cosmica che ci circonda.

  • Naturismo alle isole Cicladi in Grecia

    Naturismo alle isole Cicladi in Grecia

    di Loredana De Michelis
    Cicladi

    Il naturismo alle Cicladi risale agli anni ’70 del secolo scorso e, sebbene sia un fenomeno che si è ridotto col passare del tempo e delle mode, non è mai scomparso. Le Cicladi ancora oggi offrono un vasto numero di piccole spiagge dove si può praticare il Naturismo, a patto di spostarsi un po’ dai villaggi e dalle aree più turisticamente popolari.

    Naxos

    Come abbiamo già scritto in un precedente articolo le spiagge principali dove si può fare Naturismo anche in alta stagione sono Plaka beach e Aliko beach. Un’altra piccola zona nudista si trova dopo il promontorio del villaggio di Aghia Anna, all’inizio della lunga Plaka beach.

    Paros

    Langeri beach è la spiaggia nudista più famosa, vicino a Naussa Village. Si tratta di una delle più belle spiagge delle Cicladi, con sabbia dorata e dune, ancora poco frequentata e priva di grandi infrastrutture. Il fondale è basso e sabbioso, l’acqua cristallina: quando non c’è vento è meravigliosa.

    Antiparos

    Una delle prime spiagge nudiste della Grecia, si può raggiungere a piedi dallo sbarco del traghetto che attraversa il canale tra Paros e Antiparos. Si tratta della spiaggia dell’unico campeggio di Antiparos, quindi una volta sbarcati è sufficiente seguire le indicazioni. Ampia, affacciata su acqua basse, ha diverse insenature, alcune delle quali sono dedicate al kite surfing per principianti.

    Donoussa

    Livadi beach è a un chilometro dalla città ed è una spiaggia di circa 500 metri in un’insenatura dove molti fanno ancora campeggio libero. Donoussa è un’isola molto piccola dove non esistono quasi strade percorribili in auto e si trovano poche attrezzature turistiche. Anche il servizio di asporto rifiuti è scarso, pertanto se i campeggiatori non sono accorti, la spiaggia si trasforma presto in un luogo spiacevole. Donussa è collegata a Naxos e alle altre piccole Cicladi da una linea privata di piccoli traghetti della famiglia Skopelitis, che in inverno rappresenta l’unico possibile collegamento. La traversata risulta spesso avventurosa e turbolenta a causa di una zona di mare spesso molto mosso a ovest di Naxos.

    Santorini

    • Koloumbos beach è una spiaggia nera di sabbia grossa e ciottoli, piuttosto trascurata e affollata, con una parte dove si può ancora fare nudismo. Il mare, grazie al colore della sabbia, assume una tonalità blu zaffiro. Molti naturisti tendono a usare un semplice telo per sdraiarsi, senza calcolare l’effetto del sole sulla sabbia vulcanica che d’estate diventa letteralmente rovente dopo le undici, arrivando anche a sciogliere le bottiglie di plastica. È meglio quindi recarsi lì alla mattina presto o nel tardo pomeriggio.
    • Vlychada beach ha sabbia grossa e grigia, ma è circondata da scogliere che aggiungono uno scenario molto bello a una delle spiagge naturiste più famose di Santorini. In alta stagione però risulta molto affollata.

    Mykonos

    • Paradise Beach & Super Paradise Beach erano in passato tra le spiagge nudiste più famose delle Cicladi. Ora sono diventate troppo turistiche e travolte dai beach party, affollatissime di persone vestite. Il nudismo è ancora tollerato, ma è decisamente fuori atmosfera.
    • Elia Beach. Con una piccola area di preferenza nudista, questa spiaggia è meno affollata delle Paradise, ma ogni anno tende ad affollarsi di più e a diventare un posto per famiglie che fuggono dalle rumorose spiagge della movida.
    • C’è una parte di Mykonos, raggiungibile solo con mezzi privati, ancora godibile: chi desidera fare naturismo in pace dovrà gironzolare da quelle parti in cerca di piccoli spazi riparati. Tra le spiagge dove si può provare ci sono Agrari, Agios Sostis e la bellissima Fokos.

    Koufonissi e Schinoussa

    Nelle piccole Cicladi, ogni spiaggia lontana dal villaggio principale è pressoché nudista fino a maggio/giugno, salvo diventare invece progressivamente tessile mano a mano che ci si avvicina ad agosto. Poiché in Grecia il nudismo non è ufficiale, tutto dipende un po’ da chi arriva prima. I greci non amano il nudismo e ogni anno sono sempre più numerosi nel frequentare le loro isole, insieme a sempre più italiani tessili.

  • The Bathers di Elissa Down

    The Bathers di Elissa Down

    The Bathers

    A volte le immagini valgono più di mille parole. In questo cortometraggio muto (The Bathers), la regista australiana Elissa Down, in meno di 7 minuti, ci dimostra bellezza e vantaggi del Naturismo a ogni età.

    Buona visione:
    https://vimeo.com/41182057

    Il film è ambientato in una spiaggia australiana, ma anche in Italia abbiamo l’opportunità di vivere in maniera naturista queste spiagge.

    E a proposito di etica naturista e del nostro rapporto con la nudità: Pudore e dignità Naturista

  • Bio-agricoltura sui tetti di Parigi

    Bio-agricoltura sui tetti di Parigi

    Sui tetti di Parigi

    Il tetto del complesso espositivo Paris Expo Porte de Versailles diventerà un grande campo coltivabile di 14.000 metri quadrati, sul quale verranno fatte crescere 30 specie diverse di vegetali.

    Entro l’imminente estate Parigi avrà il più grande campo coltivato esistente sui tetti di una città: frutta, verdura e cereali saranno coltivati su un tetto di grande superficie, nell’ambito del più esteso progetto di coltivazione urbana mai concepito finora.
    La società Agripolis, fondata dall’imprenditore Pascal Hardy, ha infatti proposto di trasformare il tetto del complesso espositivo Paris Expo Porte de Versailles, nel sud-ovest della città, in un grande campo coltivabile di 14.000 metri quadrati sul quale verranno fatte crescere 30 specie diverse di vegetali, rispettando il ciclo delle stagioni. Questa produzione sarà cibo da distribuire a negozi e ristoranti della zona per ridurre al minimo la distanza percorsa e l’impronta di Co2 degli alimenti. E gli abitanti della zona avranno l’opportunità di avere dei piccoli appezzamenti da coltivare per proprio conto.

    «L’obiettivo è rendere l’azienda agricola un modello riconosciuto a livello globale per la produzione sostenibile – ha spiegato Hardy – Utilizzeremo prodotti di qualità, cresciuti con il ritmo dei cicli della natura, il tutto nel cuore di Parigi. Non useremo fertilizzanti né prodotti chimici e la fattoria diventerà un paradiso di biodiversità».
    Per farla funzionare basteranno 20 giardinieri, specializzati nelle coltivazioni verticali e addestrati ad utilizzare circuiti d’irrigazione chiusi, poiché molti prodotti saranno coltivati con sistemi aeroponici che non richiedono l’utilizzo di terra, ma fanno crescere le piante solo con acqua, luce e aria, riducendo il rischio di contaminazione dall’inquinamento urbano. Si stima di produrre, nella buona stagione, fino ad una tonnellata di frutta e verdura al giorno.

    L’azienda agricola avrà anche un ristorante bio e un bar capaci di accogliere 300 persone, e offrirà una serie di attività ed eventi collegate alla diffusione della conoscenza della agricoltura urbana.

    L’obiettivo è di convincere altre città a seguire l’esempio di Parigi, che si sta rivelando una delle città più dinamiche in questo campo. Pascal Hardy vede l’opportunità per altri Comuni di sfruttare tetti di strutture abbandonate: «Progettiamo sistemi modulari da adattarsi a molte situazioni diverse».
    E difatti l’azienda Agripolis conduce già altre più piccole coltivazioni sui tetti di Parigi e di altre città. La capitale francese è molto attiva nei progetti di recupero di spazi per orti e agricoltura urbana. Entro il 2020 progetta di rinverdire 100 ettari di territorio, trasformando edifici e strutture dismesse in campi coltivabili.
    A Barbès, sotto la linea di superficie del metrò, sarà realizzata una passeggiata agricola; la vecchia ferrovia a Porte de Clignancourt sarà trasformata in una eco-fattoria; in quello che era un garage condominiale abbandonato in Rue Raymond Queneau è stata aperta La Caverne, una fattoria sotterranea che produce funghi e vegetali da vendere nel quartiere.

    Esempi di riqualificazione urbana che si spera altre città possano seguire.
    Le piante, prima o poi, riconquistano sempre gli spazi che l’uomo abbandona: in fondo, si tratta solo di organizzare il ritorno del mondo vegetale in un modo più ordinato e più utile.

  • La Federazione Naturista Portoghese FPN

    La Federazione Naturista Portoghese FPN

    FPN Praya dos Alteirinhos
    Praia dos Alteirinhos

    Naturistitalia ha chiesto alcune informazioni sul naturismo portoghese a Filipa Gouveia Esteves, Presidente della FPN (Federação Portuguesa de Naturismo), e a Ana Luìsa Silva, Presidente Aggiunto. Queste le loro risposte.

    1) Qual è la storia e la tradizione del Naturismo in Portogallo?

    Non è semplice stabilire da quando il Naturismo è praticato nelle spiagge portoghesi, sebbene ci siano alcuni documenti storici che risalgono agli anni dieci del ‘900 relativi alla “Società Naturista Portoghese”.
    Con l’avvento della dittatura nel 1933, il movimento Naturista venne limitato soltanto alle pratiche vegetariane e di medicina alternativa. Solo dopo la Rivoluzione del 25 Aprile 1975, e la conseguente caduta della dittatura, qualche associazione legata alla pratica della nudità collettiva cominciò a riapparire e nel Marzo 1977 venne fondata la Federazione Naturista Portoghese (FPN). Nel 1988 venne approvata la prima legge Portoghese sul Naturismo, regolandone la pratica, e rendendolo non più illegale: da questa data in avanti, 9 spiagge sono state legalizzate ufficialmente come naturiste.
    La legge è stata poi aggiornata due volte, nel 1994 e nel 2010. Un’altra data importante per il naturismo Portoghese è il 2018: viene eletta la prima Presidente donna della Federazione.
    La tradizione naturista in Portogallo è molto robusta: ci sono migliaia di naturisti, tesserati o no, che usano le nostre spiagge assolate per praticare il naturismo tutto l’anno, in ogni stagione.
    Sebbene ci siano solo 9 spiagge ufficiali, ce ne sono a dozzine dove il Naturismo è praticato abitualmente e bene accetto dalla popolazione locale. In queste spiagge non ufficiali, la pratica naturista, non essendo legale, è possibile solo se ci si comporta con rispetto verso tutti, naturisti e non, e seguendo le indicazioni delle autorità locali.

    2) L’attuale situazione e le prospettive future del Naturismo in Portogallo.

    La situazione attuale è stabile. Stiamo rivedendo la nostra struttura, pe arrivare a una più forte unità relazionale tra i vari club naturisti. Abbiamo anche qualche trattativa in corso con diverse municipalità per ottenere nuove spiagge ufficiali: lo sviluppo di queste trattative dipendono sempre dalla volontà politica di ogni Comune coinvolto, volontà che talvolta può essere un ostacolo.
    Ma la Federazione Portoghese persisterà nell’avanzare le tematiche naturiste, per ottenere un incremento delle spiagge naturiste ufficiali nel Paese. C’è anche bisogno di collegare meglio le attività delle varie realtà naturiste legalmente riconosciute nel Paese, armonizzandole con la nostra Federazione, in modo da aggiungere più valore a entrambi. La legge Portoghese è naturist friendly, solo poco dietro a quella della Spagna, dove il Naturismo è legale dappertutto.
    Nonostante ciò, è un obiettivo della nostra Federazione includere nella legislazione nazionale una più dettagliata protezione del Naturismo, dei suoi valori e dei luoghi dove praticarlo.

    3) Come è composta e organizzata la Federazione Naturista Portoghese (FPN)?

    La FPN è composta da 4 club/associazioni e dai comitati delle 9 spiagge ufficiali, e viene portata avanti da un nutrito gruppo di persone coese tra loro.
    Oltre a quelle su queste spiagge, i club e le associazioni della FPN organizzano attività e incontri, anche per i tessili, quali reiki, camminate, incontri invernali in piscina, acqua-gym, ecc.

    4) Se un turista naturista volesse visitare il Portogallo, cosa potete dirci?

    I turisti naturisti sono più che benvenuti in Portogallo. Arrivando qui, troveranno subito una popolazione accogliente e calorosa. A seconda delle regioni, abbiamo più di 300 giorni di Sole all’anno, temperature miti e magnifici paesaggi. Per due anni di seguito il Portogallo è stato selezionato dal World Travel Awards come migliore destinazione al mondo. Per quanto riguarda il Naturismo, troverete molti posti e possibilità per praticarlo: sarete ben accetti e in grado di godere appieno delle belle giornate di Sole. Abbiamo bellissime spiagge, ottimo cibo, sicurezza, bellezze naturali e architettoniche, cultura e divertimento, tutto ciò che si può desiderare per una vacanza da sogno. Un saluto a tutti i naturisti.