Non nascondere di essere Naturisti

Di Elo Seminara e Giuli Hall

Naturisti in spiaggia

Dopo quasi trent’anni di naturismo episodico e soprattutto vacanziero in Corsica ed ex Yugoslavia (il mio primo bollino INF-FNI risale al 1980), quando con Giuli nel 2009 ci trasferimmo a Verrua Savoia (To), approdammo ad un naturismo diverso, forse più autentico, quello che potremmo definire “esistenziale”.
Fin dall’inizio la nostra casa è stata un tentativo, ancora in itinere, di impostare uno stile di vita semplice ma non per questo banale, sobrio e rispettoso di culture e ambiente. Abbiamo puntato al risparmio energetico, a non sprecare risorse, a riutilizzare il riutilizzabile e, per quanto ne siamo capaci, all’autosufficienza.

Di questa svolta il naturismo è stata ed è una componente importante, forse essenziale, ma non esclusiva.
Se il clima lo consente cerchiamo di stare, in casa, in giardino, nell’espletamento delle occupazioni quotidiane quanto più possibile privi di vestiti. Ciò non vuol dire che in inverno pur di stare nudi “spariamo a palla” il riscaldamento: a parte lo spreco energetico, ci sembra una scelta sbagliata anche dal punto di vista economico, siamo naturisti mica scemi!

Non di meno anche in inverno, in alcune giornate particolari, grazie alla felice esposizione, per alcune ore siamo stati nudi al sole, cosa di cui i nostri amici si sono stupiti oltre che invidiarci.
Appena giunti a Verrua la nostra scelta naturista si è dovuta misurare con alcuni piccoli problemi. Benchè la nostra casa sia isolata e soprattutto oggi, grazie alla vegetazione, ben riparata da sguardi esterni, in specie nei fine settimana qualcuno dei due o tre vicini occasionali deve averci visti nudi; è ben vero che non abbiamo mai ostentato, comunque ci hanno visti e crediamo se ne siano fatta una ragione.

In paese non conoscevamo nessuno e tanto meno nessun naturista, per cui ogni volta che qualcuno si annunciava al cancello era una, per certi versi, comica corsa a rivestirci, mentre cercavamo di prendere tempo: “ chi è?”, “non ho capito”, “arrivo subito”.
Come però spesso accade, i simili si attraggono e quindi, con un poco di fortuna, parlando di vacanze, di mare, di scelte di vita, di campeggi, abbiamo scoperto che in paese c’era qualche naturista sommerso.
Poco alla volta, valutando caso per caso, persona per persona, situazione per situazione abbiamo cominciato a palesarci come naturisti e finalmente, oggi, diversi ci riconoscono per tali. Dobbiamo dire che le reazioni iniziali sono state, certamente di stupore, di curiosità, ma mai di rifiuto aprioristico.

Procedendo in questo modo abbiamo sfatato pregiudizi, destrutturato preconcetti e contribuito a restituire normalità alla nudità; non è quindi infrequente trovare a casa nostra persone nude, tranquillamente frammiste ad altre vestite che, chiacchierano, mangiano, vivono senza imbarazzo alcuno.
Indubbiamente fare nuovi e numerosi proseliti, in questa fase, stante l’attuale legislazione e temperie culturale, sarà impresa ardua, ma almeno non saremo visti come persone “strane”.

Nel corso di questi anni, conoscendo altre persone ed altri naturisti, abbiamo meditato a lungo su come poter socializzare e abbiamo inventato dopo una riflessione di ben cinque minuti il gruppo informale MonfraNat- Patan ‘n Monfrà (contrazione di Monferrato Naturista-Nudi in Monferrato con la “o” che, secondo la pronuncia piemontese si legge “u”) collegandosi altresì con l’associazione naturista A.N.ITA di cui alcuni di noi sono soci.

Abbiamo organizzato delle naturgite sulle colline monferrine e giornate in riva al Po e alla Dora Baltea, giochi in giardino. I risultati sono stati discreti: siamo arrivati a contare quindici camminatori e oltre venti partecipanti alle giornate sul fiume, provenienti da Lombardia, Piemonte e Liguria. Anche di ciò abbiamo parlato ai nostri interlocutori paesani, compresi alcuni esponenti della pro loco, i quali sono rimasti stupiti sia delle iniziative e sia delle provenienze.

Con questo gli abbiamo dimostrato e ribadito come il naturismo possa essere un aspetto, un motore per un turismo sobrio, pacato, rispettoso e non devastante, cose di cui queste colline hanno estremo bisogno.
Chissà che un giorno non si possa organizzare, in collaborazione con altri, una manifestazione naturista.
In conclusione, crediamo che ognuno di noi, quando l’occasione si manifesti favorevolmente soprattutto “vis a vis”, dovrebbe dichiarare il proprio naturismo. Questo è ciò che noi cerchiamo di fare e siamo convinti che per diverse persone, qui in paese, si tratti del “segreto di Pulcinella”, un segreto oramai non troppo segreto.