Pubblichiamo un articolo de Il Messaggero del 26 giugno a proposito di un naturista tedesco nudo in scooter nei pressi di Berlino
Pizzicato mentre gira in scooter completamente nudo. «Avevo caldo». La polizia del Brandeburgo, a qualche decina di chilometri da Berlino, ha fermato un motociclista che andava sul suo scooter completamente nudo, pur se indossando sulla testa il regolamentare casco.
«Ma fa caldo…», si è scusato con gli agenti che hanno fermato l’uomo, esasperato come tutti i berlinesi dell’inconsueta e fortissima ondata di caldo che da giorni affligge la capitale tedesca, abituata al freddo rigido ma non alla calura mediterranea.
Dopo il controllo dei documenti, l’uomo si è rimesso al manubrio ed è ripartito: «guidare nudi non è proibito» ha spiegato un portavoce della Polizia alla Bild, che ha pubblicato una foto dell’uomo nudo in moto.
Posto idilliaco, panorama incantevole: frasi fatte, parole trite e ritrite. Ma poi ti ritrovi realmente in un posto idilliaco con un panorama incantevole, e cosa puoi dire se non questo? A poco più di 20 chilometri dal mare, nell’entroterra savonese, da otto anni Paolo ed Enrico, due giovani, naturisti da sempre, hanno lasciato i rispettivi lavori e si sono messi in società per rilevare “Il Costalunga”, camping naturista esistente da molti anni subito fuori il paese di Sassello, famoso per i suoi amaretti.
Paolo ed Enrico si sono messi subito al lavoro per abbellire, migliorare, allargare la struttura. E i risultati si vedono. Oggi “Il Costalunga” può ospitare non solo tende, camper e roulotte ma anche persone in bungalow e mobil-home.
Letteralmente immerso nel verde a perdita d’occhio del Parco del Beigua, meta ideale di passeggiate ed escursioni, raggiungibile attraverso una bella strada agevole anche per i camper e le roulotte “Il Costalunga” offre una pace e tranquillità naturista totale: dal camping non si vedono case e strade, solo colline, alberi e prati. Ha davvero ragione Paolo, mentre ci illustra i nuovi progetti di sviluppo: l’entroterra ligure è molto bello, anche più della costa. E il mare è lì a mezz’ora, purtroppo senza spiagge naturiste autorizzate; l’imbarco a Vado Ligure dei traghetti per Corsica e Sardegna è a soli 45 minuti.
Ma parliamo dei nuovi progetti, che vedranno nei prossimi due anni “Il Costalunga” trasformarsi da campeggio a struttura naturista completa. Tanto per capire cosa bolle in pentola: oggi il terreno autorizzato si sviluppa su una superficie di 1,5 ettari, domani sarà su 6 ettari! Quattro e mezzo nuovi ettari di natura incontaminata per fare passeggiate naturiste in tutta tranquillità. Sarà prevista anche un’area pic-nic, un percorso ginnico e un aumento degli spazi e delle strutture ricettive, per ospitare al meglio vecchi e nuovi naturisti. Naturisti che oggi sono soprattutto olandesi, con punte del 70%, anche se nei fine settimana le presenze italiane aumentano, arrivando a un rapporto 50/50. Ma i nuovi progetti riguardano anche ciò che già oggi esiste: il bar verrà ingrandito, ci sarà una nuova piscina con l’acqua a sfioro sul panorama incantevole (lo avevamo già detto? ), una sauna e un impianto fotovoltaico da 12 kilowatt. Una bella sfida, soprattutto verso le tempistiche della burocrazia italiana. Per fortuna, “Il Costalunga” può vantare ottimi rapporti con le istituzioni locali, in primis con il Sindaco di Sassello: e come potrebbe essere diversamente? Quando mai, in questo piccolo paese fuori dalle consuete rotte turistiche, hanno visto così tanti turisti stranieri a beneficio dell’economia locale?
A proposito di rotte turistiche e luoghi da visitare: poco prima di Sassello, per chi viene dal mare, o subito dopo per chi proviene da nord, c’è il paese di Stella, dove nacque Sandro Pertini (1896-1990), tra i politici più importanti del Dopoguerra e Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985: si possono visitare la sua casa natale e la sua tomba. Dopo Stella, potete arrivare a “Il Costalunga” e alla sua natura incontaminata, come noi naturisti cerchiamo sempre.
Nell’ultimo rapporto disponibile del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici nazionale, risalente all’agosto 2018 e relativo all’anno 2017, risultano in esercizio 774.014 impianti solari e fotovoltaici per complessivi 19.682 Megawatt installati (2,1% in più rispetto al 2016). Questi impianti hanno generato una produzione di 24.378 Gigawatt, pari a circa l’8% della produzione elettrica nazionale, in cui -ahinoi- la gran parte continuano a farla gli impianti termici, con il 66% del totale. Il restante è soprattutto frutto di impianti idroelettrici. L’eolico pesa per un 6%. Tornando a solare e fotovoltaico, guardando i dati a livello di regioni, per numero di impianti troviamo ai primi quattro posti Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Colpisce il fatto che regioni con un irraggiamento solare assai favorevole come Sicilia e Puglia si trovino al sesto e settimo posto, dietro al Lazio. E colpisce vedere la Campania all’undicesimo posto con meno della metà, ad esempio, di impianti rispetto all’Emilia-Romagna; oppure la Liguria, addirittura al diciassettesimo posto.
Impianti solari nelle regioni italiane
Lasciando stare ogni considerazione socio-economica, troppo lunghe da fare in questa sede e fuori tema, la sensazione è che si perdano occasioni. Sensazioni rafforzate da quanto viene fuori dal rapporto GSE, che evidenzia un rallentamento dell’installazione di nuovi impianti: dal 2013 al 2017 il numero di impianti solari e fotovoltaici è passato da 596.355 a 774.014, pari a un +30%, con media annua del 7,5%. Nel 2017 sono stati realizzati 43.936 impianti, il 6% in più rispetto al 2016, e nei quattro anni precedenti, 2009-2013, erano passati da 76.593 a 596.355, con un ben più significativo + 679%, media annua superiore al 169%.
Potenza e numerosità impianti in Italia
Qui ha avuto un ruolo determinante la politica economica, che dai vari Conto Energia, che remuneravano in maniera soddisfacente i Kilowatt immessi ella rete elettrica, è passata dal 2013 a un rimborso fiscale del 50% in dieci anni per i privati, e un super-ammortamento del 130% per le Aziende. E’ rimasta una piccola remunerazione per l’energia immessa in rete, pari a undici centesimi per kilowatt.
Rimandando ogni altro approfondimento statistico al rapporto Gse che potete trovare sul web, la realtà è che in Italia per solare e fotovoltaico si può e si deve fare di più, c’è ancora molto margine di crescita, ma purtroppo stiamo rallentando anziché accelerare. Noi naturisti cosa e come possiamo fare per sensibilizzare maggiormente opinione pubblica e organismi politici?
Pubblichiamo un estratto dell’introduzione della “Storia del Naturismo in Italia” di Daniele Agnoli, edita nel 2000 dall’Unione Naturisti Italiani con il contributo della Federazione Naturista Italiana. A distanza di quasi vent’anni i suoi contenuti sono ancora attuali, poiché ribadiscono i valori universali del Naturismo.
Benché ormai enciclopedie e dizionari ne abbiano recepito il concetto, vaste fasce di persone di diversa estrazione sociale non sanno bene in forma definitiva quale sia il significato della parola naturismo.
Il naturismo, pur essendo un’istanza profonda, atemporale, dell’anima umana, è nato storicamente in Germania e quasi contemporaneamente in Francia. In Germania il naturismo è sorto come Nacktkultur, ossia come civiltà e cultura della nudità (in tedesco il termine Kultur comprende sia il concetto di cultura che di civiltà). In Francia, prima che naturisme e nudisme, la nuova idea è stata denominata gymnosophie, ciò che ha lo stesso significato di Nacktkultur […] Nei Paesi anglosassoni prevale il termine nudism, che non è sbagliato, ma che può dare luogo a equivoci.
Poco importa l’etichetta che nei diversi Paesi viene applicata al movimento naturista: l’importante è che emerga, senza pericolo di malintesi, il concetto nella sua chiarezza.
Naturismo, dice l’ormai classica definizione formulata dalla Federazione Naturista Internazionale (INF-FNI) nel 1974 al 14° Congresso Naturista Mondiale, è: “un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di sé stessi, degli altri e dell’ambiente”.
Chi analizzi bene tale definizione si rende conto che essa implica una concezione globale della vita, che non è soltanto un vago adeguamento alla legge naturale […]
Per maggiore chiarezza, sarà bene stornare fin dal principio una concezione del naturismo, diffusa soprattutto nei decenni passati, ma tuttora non del tutto estinta, secondo cui il naturismo non comporterebbe lo stato di nudità. In altre parole questa concezione limitativa del naturismo accetterebbe tutte le prerogative salutistiche e terapeutiche del naturismo, ad esclusione peraltro della pratica della nudità. Tale concetto di naturismo non può essere accettato e non è accettato dalla Federazione Naturista Mondiale e dalla Fenait, la Federazione Naturista Italiana […]
L’idea naturista è l’unica fra tutte le visioni antropologiche e del mondo che oggigiorno ponga come sua premessa e suo momento essenziale lo stato di nudità del corpo umano ovunque ciò sia possibile, cioè non sia sconsigliato da controindicazioni di natura meteorologica, ambientale, professionale e, fino a un certo punto, sociale. Basti questa affermazione per comprendere quali difficoltà la pratica del naturismo incontri in una società stereotipa come quella italiana, disturbata da atavici complessi sessuali. L’incapacità di realizzare nella propria vita emozionale l’armonia delle proprie componenti psichiche porta l’italiano medio al rifiuto del corpo nudo, al quale riserva, a seconda dell’educazione ricevuta, un atteggiamento di scherno, di disprezzo, di derisione, ma anche di libidine, comunque sempre in un rapporto falsato, come se il proprio corpo nudo non fosse l’unica realtà vera, sensorialmente percepibile, che a ciascuno appartiene nel corso della propria vita, ossia della propria, unica, esperienza del tempo.
Da ciò nasce un dissenso tra il proprio io vestito, apparentemente razionale, e la propria completa, vera realtà personale, coinvolta nei misteri dell’inconscio, nell’istintualità non ancora redenta, nel torbido coacervo di sentimenti, pensieri, sensazioni che determinano le nostre scelte a nostra insaputa. La nudità è accettata come momento di trasgressione, ma in realtà spaventa l’italiano medio, apparentemente disinvolto e sicuro di sé, invero oppresso dal retaggio di una cultura e civiltà umanisticamente raffinata e sofisticata, ma avulsa da un contatto genuino e immediato con il proprio io sensibile. La visione del sesso e del corpo umano interamente nudo suscita nell’italiano medio reazioni del tutto imprevedibili. Soltanto a nominare le parole “nudo”, “nudità”, anche persone che si ritengono disinibite vengono prese da sussulti e rigurgiti psichici tali per cui diventa impossibile qualsiasi disquisizione sulla sanità, sulla normalità, sul potere psicoterapeutico del naturismo […]
E’ interessante, sintomatico ed emblematico constatare come anche in Italia, parimenti che all’estero, l’adesione al naturismo è interclassista, interetnica, egalitaria, interprofessionale, interrazziale, pur tenendo conto dei diversi valori culturali ed etici delle persone. Spesso persone di modesta cultura e digiune di medicina hanno tuttavia una perfetta intuizione del potere terapeutico della nudità naturale, sia per quanto riguarda l’aspetto fisico che quello psichico […] Un naturismo ancorato alla sua base della pratica della nudità come condizione e simbolo della luce che deve illuminare il corpo e l’animo umano. In questa prospettiva si inseriscono come naturali e concomitanti conseguenze l’umanesimo e l’umanitarismo, il rispetto della propria e dell’altrui persona, il culto della famiglia e la responsabile educazione dei figli, la vita sana, il lavoro, lo sport, l’equilibrio nei sentimenti e nella sessualità, un’onesta gioia di vivere.
Daniele Agnoli (1927- 2013), Provveditore agli Studi e Commendatore della Repubblica Italiana, è stato il primo Presidente della Federazione Naturista italiana. Fondatore della rivista “Naturismo”, pubblicata dal 1972 al 1998, è autore di numerosi articoli e pubblicazioni, tra le quali “Breve storia del Naturismo nei Paesi di lingua tedesca”, “Storia del Naturismo in Italia” e “L’idea naturista in Francia”.
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